Apre l’Assemblea il Presidente della Cantina Vincenzo Cecci, porgendo i saluti agli intervenuti, ringraziamenti ai dipendenti e nomina il segretario verbalizzante dell’assemblea con l’approvazione dei partecipanti: Carolina Formica.

L’incipit è volto all’andamento della stagione di raccolta non molto favorevole, ma grazie all’ingresso nella Cooperativa di nuovi Soci si è potuto raggiungere e superare i 100mila q.li di uva conferita in Cantina.

Parla di un potenziamento continuo della Cantina sia per strategie che per i nuovi elementi associati che portano ad essere più grande la Monrubio e migliorarne sempre di più la qualità, riducendo i costi e far si che si possa distribuire, anticipando i tempi per gli acconti, come è successo quest’anno; ossigeno per i Soci: il 1°Acconto dal 17 ottobre, appena depositato l’ultimo conferimento di uva in Cantina e il 2°Acconto prima di Natale.

La politica della Cooperativa è quella di diventare sempre più un eccellenza nel settore, in tutti i suoi aspetti, dalla qualità al rispetto dei doveri nei riguardi di tutti i Soci conferenti: la strategia ripaga ampliamente gli sforzi, ma tutti devono fare la loro parte sia in termini di qualità, sia volgendo lo sguardo e auspicando nuovi orizzonti e mettere il Direttore della Cantina nella condizione di fare dell’uva conferita un prodotto trasformato in eccellenza.

Si, guardare oltre con un occhio attento al passato, aprirsi a nuovi mercati e a nuove opportunità in un settore così complesso e complicato.

Il Presidente anticipa a grandi linee il nuovo Progetto Salceto.
Prende la parola il Direttore Riccardo Cotarella:
si associa ai ringraziamenti del Presidente e subito comincia a parlare di come velocemente sia passato questo anno, intenso nei percorsi e nelle idee e di tutto quello che sarà necessario fare, pensare al prossimo, poi sottolinea una nota dolente, richiamando al rispetto dei Soci ed evitare i passi falsi “solo perché Riccardo può fare miracoli”.
La consegna delle uve è stata una nota dolente. La cantina non è una discarica, dove nella fretta di raccogliere meccanicamente, si porta alla pesa di tutto, dai rami ai sassi, foglie a dismisura e quant’altro. Ci vuole cura e rispetto verso chi lavora con serietà e verso la cantina, che ne dovrebbe ricavare un prodotto di alta qualità, cosa che per qualche acquirente, ci riferisce si è abbassata.

Si deve cominciare a parlare in altri termini, elogiando e premiando chi, nei terreni più impervi, raccoglie a mano un’uva di alta qualità e, invece, penalizzare chi con fretta e superficialità e poco senso civico, porta in cantina con raccolta meccanizzata, un prodotto poco selezionato.

Tant’è che dal prossimo anno si è costretti a identificare una persona che garantirà il conferimento dei carichi a dovere. D’altronde sono stati fatti grandi sforzi per facilitare ed evitare le code chilometriche d’attesa dei soci alla pesa e allo scarico. Quindi per l’irresponsabilità di pochi si è costretti a sorvegliare quanto viene portato in cantina.
Passando alle note di altro gusto il dott. Cotarella parla dei progetti in svolgimento e di quelli futuri.
Si fa riferimento alla lungimiranza per il Rosso IGT venduto, pari a 750mila ettolitri e la decisione di ridurre la produzione per ettaro del classico.

Entrambi hanno portato risultati, il primo ha fatto si che Antinori con un nuovo brand e l’etichetta Mamma Mia sta avendo un sostanziale successi nei mercati Americani e l’altro ha evitato la giacenza in cantina di vino invenduto.
Si fa anche riferimento a tutti quei Soci che non si in disappunto con scelte non si relazionano in Cantina con chi di dovere, ma criticano al di fuori della Monrubio il loro stesso prodotto, mettendo in cattiva luce gli altri soci, mancandone principalmente di rispetto dell’operato. (Si porta come esempio la messa in opera dei cartelli del Progetto OrvietodiVino da parte del Consorzio Tutela Vini di Orvieto nelle rotonde della città).

Ma nonostante ciò, tutti i frutti sono percepibili e si invita comunque, chi è in disaccordo a chiarire e discuterne all’interno della Cantina sede competente alla risoluzione delle problematiche.

Introduce il Progetto SALCETO, parlando di imbottigliamento, è chiaro che tutti vorrebbero partecipare al processo identificativo del proprio vino, ma la Monrubio non si può permettere di rischiare.
Per spiegare meglio passa alla presentazione della Cooperativa Cevico nel saluto della sua Presidente.
Seguono le slide del Progetto Salceto.
Si illustra il percorso del progetto sia pe le bozze dell’etichetta, del brand del territorio ed il racconto che si deve fare necessariamente dei luoghi che rappresentano il vino Salceto: vino imbottigliato nella versione Orvieto DOC classico, Orvieto DOC amabile e Rosso IGT Umbria.
Sottolinea che il progetto in Cooperazione con la Cevico, è “a rischi 0” in quanto la Monrubio, fornisce il vino, la Cevico, con esperienza, imbottiglia; solo il fatturato viene parimenti diviso.
Chiede hai Soci partecipanti al Progetto di aver rispetto e di essere garanti di qualità del prodotto, di lavorare bene e per il bene della Cantina. Anticipa che nell’Assemblea prossima futura, direttamente la Presidente della Cooperativa Cevico verrà ad illustrare nel dettaglio tutto il processo del Progetto, ne seguirà una visita nei nostri vigneti e nella Foresteria che ospiterà i Clienti; di conseguenza, poi, saremo noi ad andare a visitare la loro struttura.
Termina tranquillizzando tutti sull’impegno per far si che il progetto sia vincente e sui rischi zero dell’operazione; richiede ancora un maggiore impegno da parte dei Soci per migliorarsi sempre di più all’insegna di una responsabilità qualitativa e di credere nella capacità della cantina e dei progetti che vengono messi in atto. Felicitandosi dei progressi e delle vittorie.
Il Presidente Cecci ringrazia il dott. Cotarlla e chiede all’Assemblea interventi e osservazioni:
interviene Tommaso Picciolini
esordisce con “si vede subito quando la situazione viene condotta da mani sapienti e professionali. Il nuovo Progetto dimostra e sottolinea gli errori del passato quando si pensava di andare lontano individualmente, solcando nuovi orizzonti per la vendita del proprio prodotto e poi si è rimasti al palo; solo la cooperazione può aprire aprire le porte ai mercati grandi e dar visibilità a tutti i produttori, questa è l’unica strada percorribile.
Sottolinea che è finalmente una cosa giusta premiare chi, nei terreni particolarmente difficili, dove le vigne sono antiche e la raccolta deve essere fatta necessariamente a mano, in quanto sono un patrimonio da salvaguardare e parla con entusiasmo degli argomenti trattati.
Nessun altro intervento.
Il Presidente fa comunicazione di un’altra Assemblea indetta per il 28/12 con all’ordine del giorno la Certificazione di Bilancio, cosa necessaria in quanto la Cantina Monrubio ha soldi accantonati, indice di una cooperativa sana.
Saluti finali ed Auguri
Segue buffet.

Il Presidente
Vincenzo Cecci

Monterubiaglio 17 dicembre 2016